Forse qualcuno dovrebbe allertare il primo cittadino di Bondeno (candidato alla presidenza della Provincia di Ferrara) e le forze dell'ordine che nel nostro comune ci sono seri problemi di sicurezza.
Viviamo in una sorta di Bronx (non quello odierno, alla moda, rilanciato da Bill Clinton e dalle politiche "tolleranza zero" di Rudy Giuliani) in cui degrado e violenza la fanno da padrone. Così appare il nostro comune, a leggere i commenti nel gruppo di facebook dedicato al candidato della Lega Nord alla carica di primo cittadino. I giovani sostenitori del giovane candidato muovono affermazioni assai dure e, se vere, molto preoccupanti. Eppure, a leggere i quotidiani locali e le dichiarazioni del sindaco uscente, non parrebbe così grave la situazione nel territorio di Bondeno.
Al momento non sono a disposizione dati sui reati commessi nel comune matildeo, pertanto non è possibile sapere se vi è stato un aumento e quali reati incidono maggiormente. E' comunque palpabile - tra la popolazione locale - una forte preoccupazione per i furti nelle abitazioni, in particolare quelle più isolate e nelle realtà frazionali. C'è quindi insofferenza per il degrado in alcune parti del territorio e per i reati contro il patrimonio.
Sta infine aumentando l'insofferenza verso i cittadini extracomunitari, sebbene nel comune di Bondeno la percentuale d'immigrati sia ancora modesta (meno del 10% della popolazione) e la convivenza è ancora possibile, nonostante alcuni episodi spiacevoli e devianti.
I giovani fans del candidato del Carroccio, dalle pagine di facebook, dimostrano però di essere preoccupatissimi e lanciano i loro strali, suggerendo politiche più repressive e l'introduzione delle ronde:
- le ronde a Bondeno servono eccome, in piazza probabilmente non servirebbero a niente visto che fino all 12 ci sono delle attività aperte e le telecamere.Il problema sono le zone che dopo una cert'ora sono morte (stellata, ospitale, il santissimo la zona industriale ecc. ecc.) ma se vogliamo fare finta di niente e dire che a bondeno non ci sono mai furti o infrazioni relative alla pubblica sicurezza.... fate pure, per me sono balle. ed in ogni caso vorrei sapere CHE FASTIDIO DANNO? [13/03/09];
- Giusto F. le ronde servono eccome e aggiungo oltre ai paesi già da te nominati anche Ponti Spagna dove nel giro di 6 anni la mia famiglia e le altre all'inizio della mia via abbiamo ricevuto la visita dai ladri non meno di 3 volte e siamo costretti a blindare porte e finestre anche per andare a far spesa.Chi dice che le ronde non servono forse è perchè le teme..... forse sbaglierò ma l'impressione che da un contrario alle ronde è questa [13/03/09];
- Bravo Fedrico,Visto che nelle frazioni bondesane non servono le ronde (secondo certe persone), allora lasciamo pure che i marocchini continuino a spacciare nei giardini di Pilastri....AS VED CHE A ZERTA ZENT L'AG VA' BEN ACSì [13/03/09];
- Giusto! Continua il finto perbenismo rossino... 2 volte che a mia mamma gli entrano in casa... 1 volta albanesi e 1 volta marocchini... Ovviamente scappati ma tanati da testimoni che li vedevano correre lungo la via.. e mia madre abita da sola... E non abbiamo il diritto di difenderci e di star tranquilli tra le nostre mura??? ditemi quando si cominceranno ad istituir le prime ronde,che anche se non sono ex poliziotto in pensione,vorrei parteciparvi come volontario... [13/03/09];
- Pienamente in accordo con le ronde, sarebbe bello non servisero, ma purtroppo servono e fare finta che tutto va bene non serve a risolvere i problemi di sicurezza che sono reali e sotto gli occhi di tutti. Aggiungo come area a rischio che necessiterebbe delle ronde, il quartiere del sole, dove sono frequenti rotture finestrini auto con furto di radio e tentativi di intrusione negli appartamenti in pieno giorno da parte dei Rom somprattutto al mattino nel giorno di mercato. [15/03/09].
Che il tema della sicurezza sia all'ordine del giorno, anche in un'isola felice come Bondeno, è fuor di dubbio. Devono quindi essere individuate risposte articolate, capaci di mettere in campo azioni di prevenzione e repressione, lasciando queste ultime alle forze dell'ordine, già ora fortemente impegnate nel presidio del territorio. L'ente locale e le altre istituzioni, insieme ai cittadini ed alle organizzazioni che li rappresentano, hanno il compito di creare i presupposti affinchè chi delinque sia isolato e chi è ai margini possa essere seguito ed integrato, dando così vita ad una comunità solidale che sappia accettare il prossimo, sia esso italiano o straniero.
Inviato: PD Bondeno
RispondiElimina«La sicurezza è un bene prezioso, e va affidata a dei professionisti, quali sono le forze dell'ordine - sostiene il Presidente del Gruppo Pd in Regione - Non ci sentiamo tutelati da formazioni di militanti della destra che girano per la città di notte, esibendo le insegne di partito. Chi tuteleranno? Su quali basi? Seguendo quali criteri e spingendosi sino a che punto?» Questo il commento di Marco Monari, Presidente del Gruppo Pd in Regione Emilia-Romagna, sul provvedimento che istituzionalizza le cosiddette "ronde".
«Gli incidenti avvenuti a Piacenza, l'enfasi sulla partenza di nuove ronde a Forlì e i fatti di cronaca dell'ultima settimana mi spingono a intervenire sulla scelta del Governo, presentata ai cittadini come uno strumento che dovrebbe garantire la sicurezza ma che, dopo pochi giorni, si è già dimostrato uno strumento pericoloso e controproducente»
«Bisogna che il Governo torni rapidamente sui suoi passi, anche perché una volta data copertura istituzionale a queste iniziative estemporanee e pericolose, diventa assai difficile controllane e limitarne gli effetti e ancor più tornare indietro».
Gli stessi cittadini, specie coloro che più sono sensibili al tema della sicurezza delle città, si dicono contrari alla realizzazione di vere e proprie "ronde di partito, che già stanno causando momenti di tensione nelle principali città del nostro Paese.
«Sia la Polizia che i Carabinieri si sono espressi in modo molto critico, e sottolineano tutti i rischi connessi al fatto di affidare la tutela della legalità e della sicurezza a gruppi di persone prive di preparazione ed esperienza adeguate» afferma Monari. «Per questo hanno già preannunciato che si rivolgeranno al Presidente della Repubblica».
Il Vaticano stesso ha parlato di "fine dello stato di diritto" e la mobilitazione promossa a Bologna da don Giovanni Nicolini ha raccolto un numero di adesioni molto alto, segno della preoccupazione dei cittadini. A lui si sono uniti molti esponenti del mondo sindacale e associazionistico.
Assai diversa è la scelta che la Regione Emilia Romagna ha compiuto con la legge 24/2003 che disciplina il contributo del volontariato nel campo della sicurezza. «Quel provvedimento regionale», dice Monari, «calibrato sulle esigenze del territorio ha prodotto risultati apprezzabili, fuori dall'enfasi emotiva di questi giorni. In Emilia Romagna vi sono circa 2000 persone impegnate in attività di volontariato in materia di salvaguardia della sicurezza delle città. Ma da una lettura comparata del provvedimento regionale con quello presentato dal Governo, è chiara la differenza di funzione e garanzie offerte dalla normativa regionale, al fine di evitare qualsiasi degenerazione: Garanzie che il testo del Governo invece non da»
«E' ora che il Governo ammetta che si è trattato di un esperimento fallimentare e che ritiri rapidamente il provvedimento, prima che la cronaca quotidiana lo costringa a tornare coi piedi per terra riferendo di fatti gravi che speriamo di non dover mai leggere» conclude Monari.
Ma dove le vede questo pazzo le "formazioni di militanti della destra che girano per la città di notte, esibendo le insegne di partito"?
RispondiEliminaLa Regione Emilia-Romagna dovrebbe pensare alla "bella" Bologna, prima per reati contro il patrimonio e contro la persona in Italia...
Bravi...